Giornata dedicata al clero
Non si tratta di una nuova ricorrenza stabilita dall'ONU, ma di una descrizione della mia giornata: mattina da un prete, pomeriggio con un frate. Il che, per un ateo convinto, è abbastanza inusuale.
Il giudizio, tuttavia, è positivo - e questo forse è ancora più strano. Ovviamente con i dovuti distinguo.
Dal prete siamo andati per organizzare i dettagli del nostro matrimonio: data e forma del rito misto (dal momento che io non sono battezzato, mentre Sara - la mia fidanzata - è una catechista). Parlando del rito ho tirato un bel sospiro di sollievo, visto che ho scoperto che non contiene una messa, ma di questo parlerò in un altro post più specifico. A parte questo, mi sono tolto una curiosità è ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete.
A dicembre, infatti, parlando con un altro prete per organizzare i documenti necessari per sposarci (la risposta è si: il mio matrimonio conta più preti/frati che sposi), mi è stato chiesto se non ero stato battezzato alla nascita o avevo chiesto lo sbattezzo. Altra novità: non mi aspettavo che un prete fosse così informato circa lo sbattezzo. Comunque stamattina ho chiesto se ci fossero differenze fra questi due casi e ho scoperto l'acqua calda: per la chiesa cattolica l'apostasia è più grave della semplice miscredenza.
Perché dico che ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete? Beh, perché ad esempio era convinto che lo scopo dello sbattezzo (meglio noto fra i soci UAAR come campagna di bonifica statistica) fosse l'annullamento religioso di un sacramento. Se lo richiede un ateo, è ovvio che dell'aspetto religioso non gli importa un fico, no? L'unico scopo della richiesta di non essere più considerati cattolici è, appunto, quello di non andare a ingrossare le fila dei cattolici nelle statistiche relative all'Italia. Inoltre ignorava l'esistenza di un'associazione di atei (UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e attribuiva la moda dello sbattezzo alla massoneria (?!?). Sviste che capitano, o no?
Con il frate abbiamo passato un paio d'ore al pomeriggio, durante il corso prematrimoniale. E adesso è venuto il momento, per chi mi conosce da anni, di prepararsi a sentire un'affermazione sconvolgente: trovo che questo frate sia intelligente e simpatico.
La risposta è no: non ho la minima intenzione di convertirmi ad una qualsivoglia religione, però (come dicono in MASH) fair is fair, e questo frate se lo merita.
Il pomeriggio avrebbe potuto essere segnato dalla noia o dal disagio, visto che l'argomento era la fede in Gesù Cristo, eppure non è stato così. E non mi riferisco solo al fatto che il discorso tende sempre a svicolare sui piccoli e grandi problemi della vita di coppia dei partecipanti, trasformandosi in genere in una riunione di auto aiuto a gruppi (modello Alcolisti Anonimi, per intenderci).
Da un punto di vista caratteriale, Fr.A. è sempre pronto a scherzare anche in mezzo ai discorsi più seri, il che naturalmente fa piacere. A parte questo, però, dimostra una conoscenza abbastanza approfondita e scevra da preconcetti di quello che sono le concezioni, la filosofia di vita e i valori di un ateo. Finora è sempre riuscito a pormi domande interessanti e pertinenti e, nelle discussioni che ne sono nate, ha mostrato di comprendere perfettamente il mio punto di vista e di accettarlo (pur non condividendolo, naturalmente).
Questo non cambia affatto il mio giudizio estremamente negativo nei confronti del papa, dei cardinali e dei vescovi (giudizio basato sulle loro affermazioni che si sentono fin troppo spesso sui media italiani e sulle loro pesanti responsabilità in tragedie come l'AIDS in Africa, l'arretratezza dell'Italia e della Polonia e l'omofobia diffusa in questi e altri paesi). Però fa sempre piacere, in un ambiente ateofobico come la chiesa cattolica, scoprire qualcuno con cui si riesce a ragionare, scherzare e ridere.