DIB – Difficulty In Breathing
Dopo un lungo periodo di serali in Croce Verde passate giocando a biliardo, senza ricevere chiamate né dalla centrale operativa 118, né dall'ospedale più vicino, finalmente siamo usciti per un'emergenza.
Disclaimer: ovviamente non sono contento che qualcuno stia male. Visto però che un certo numero di persone al giorno hanno bisogno di un'ambulanza, preferisco che almeno alcune di esse ne abbiano bisogno nella mia zona quando sono in servizio. In questo modo da una parte saprò di avere aiutato qualcuno, dall'altra non perderò l'allenamento e sarò sempre in grado di fornire un servizio di qualità.
Aspettavamo tutti una chiamata, quindi siamo usciti in 4 e abbiamo collaborato per tutto il tempo in modo efficace. Anche la guida è stata collaborativa: io all'andata (codice giallo, quindi lampeggianti e sirena sotto la pioggia dalla sede al target), AR dal target all'ospedale (sempre codice giallo), CZ dall'ospedale alla sede (ha cominciato da poco a guidare l'ambulanza, quindi lo fa solo al ritorno dai servizi per prenderci la mano).
Sul target abbiamo trovato un anziano in preda ad una leggera crisi d'asma. Ha la bronchite cronica ed è sotto ossigenoterapia, quindi era già attaccato ad un bombolone d'ossigeno attraverso una cannula nasale. Era anche visibilmente agitato e respirava troppo rapidamente, cosicché la sua respirazione risultava meno efficace del necessario (un respiro troppo rapido causa una permanenza molto breve dell'aria nei polmoni e impedisce all'organismo di assorbire l'ossigeno).
Grazie ad anni di lavoro di squadra, ci siamo divisi i compiti senza parlare. A volte basta un gesto per capirsi, altre volte uno sguardo, in questo caso è stato sufficiente renderci conto della posizione di ciascuno di noi relativamente al paziente e all'equipaggiamento. Abbiamo subito preso i primi parametri: frequenza respiratoria (era decisamente troppo elevata, attorno ai 35-40 atti respiratori al minuto), saturazione (percentuale di emoglobina legata, è uno dei parametri che definiscono la qualità della respirazione - considerando la patologia era abbastanza buona, probabilmente grazie all'ossigenoterapia già in atto), frequenza cardiaca (abbastanza alta, coerentemente con lo stato di agitazione del paziente) e pressione arteriosa (abbastanza alta da prendere sul serio la chiamata).
Mentre io, AR e MM pensavamo al paziente, CZ è arrivata con la sedia per portare il paziente al piano terra. Quindi abbiamo sostituito la cannula nasale con una mascherina dotata di reservoir, che è molto più efficace, l'abbiamo collegato al bombolino d'ossigeno portatile che abbiamo in dotazione e l'abbiamo portato in ambulanza (ovviamente spostandolo prima sulla barella).
In pochi minuti il paziente è arrivato in ospedale, peraltro in condizioni migliori di quelle in cui l'abbiamo trovato. Infatti, durante il trasporto, MM ed io siamo riusciti a calmarlo (la frequenza cardiaca è quindi scesa da circa 100-110 a circa 60-80) e MM gli ha spiegato come respirare in modo più efficace.
E' sempre piacevole aiutare il prossimo.