Afkaar Dahriyyah Pensieri sconnessi in un periodo di grandi cambiamenti.

7feb/100

Incidente stradale sotto casa

Foto originale dell'incidente stradale - la mattina dopo.
Foto scattata la mattina dopo dal balcone, quando la macchina che ha causato l'incidente era già stata rimossa. I segni gialli indicano la traiettoria del veicolo e i punti di impatto con gli altri veicoli.
© 2010 Rocco Barbini.

Da circa un mese, ogni volta che vado in Croce Verde non succede nulla: la serata passa giocando a biliardo e a calcetto, leggendo o guardando un film. Sarebbe bellissimo, visto che quando chiama il 118 significa che qualcuno sta male... se non fosse che in questo stesso mese mi è capitato almeno due volte di dover soccorrere qualcuno.
I fatti strani della vita.

Meno di un'ora fa ero coricato sul letto e stavo parlando con Sara, la mia fidanzata, di alcuni problemi che ha sul lavoro. Di colpo sentiamo un boato, rumore di freni e un altro paio di colpi. Mi sono affacciato per scoprire quello che già intuivo: una macchina aveva perso il controllo e si era schiantata.

Per inciso, abito in una via a senso unico e a metà di un lungo rettilineo, quindi complimenti all'autista.
Dall'alto del mio balcone al secondo piano si poteva intuire facilmente la dinamica dell'incidente: l'auto aveva colpito alcune macchine parcheggiate in linea sul lato sinistro della strada, poi era rimbalzata sul posteriore di una macchina parcheggiata a lisca di pesce sul lato destro della strada, infine era rimbalzata contro un'altra auto posteggiata in linea sul lato opposto, dove si era fermata.

Non sembrava che fossero coinvolti pedoni o altri veicoli – anzi non erano affatto coinvolti – ma si stava già raccogliendo una piccola folla. Nel dubbio ho chiamato subito il 118, descrivendo in ordine di importanza il luogo da cui chiamavo, il tipo di incidente e spiegando che ignoravo il numero di feriti. Subito dopo aver chiuso la chiamata, ho quindi indossato la giacca ad alta visibilità dell'uniforme (per essere riconoscibile come soccorritore), ho preso un paio di guanti in latex (perché la protezione e il controllo delle infezioni sono importanti) e sono corso in strada.

Per farla breve, i potenziali feriti (assolutamente non gravi) erano una coppia di fidanzati che, al momento dell'incidente, stavano litigando.

Il ragazzo, alla guida, non si era fatto nulla e non era nemmeno agitato. L'airbag (che si era aperto al primo impatto con l'angolo anteriore sinistro di una macchina parcheggiata) e la cintura lo avevano protetto in modo adeguato.

La ragazza era nel mezzo di uno shock emotivo, non faceva altro che ripetere "è colpa mia, è tutta colpa mia" e aveva l'aria di essere sotto l'effetto di una dose moderata di alcool o droghe leggere. A parte questo, non mostrava segni di trauma o shock (quello pericoloso): il colorito era sano, non aveva un graffio e negava qualsiasi impatto con l'interno del veicolo (e il parabrezza non mostrava il segno di bull's eye caratteristico di questo tipo di impatto).

In compenso le due ambulanze inviate sul posto si sono trovate di fronte a due problemi interessanti:

  1. La strada davanti a loro era bloccata dal veicolo incidentato la dinamica dell'incidente l'aveva reso inutilizzabile, strappando letteralmente una ruota dall'asse posteriore), mentre quella dietro di loro era bloccata da altre auto appena arrivate.
  2. La ragazza era minorenne, ma chiedeva insistentemente di non essere portata in ospedale perché le avrebbero fatto l'esame del sangue (altro sintomo dell'abuso di droghe o alcool).

Tutto risolto senza danni per nessuno, a parte una fila di macchine. Certo, se fossi il ragazzo alla guida scapperei di corsa a Timbuctu, prima che arrivino a casa il conto della carrozzeria e quello dell'assicurazione.

Morale della favola: se proprio dovete litigare in macchina, fatelo solo dopo aver parcheggiato.

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