Montallegro: un ristorante eccellente per il mio matrimonio.
Finalmente ci siamo sposati, anche se non pubblicherò alcuna foto su questo blog per questioni di privacy (mia moglie non vuole che pubblichi le sue foto, gli amici non so).
Ovviamente è stata una giornata splendida, anche per merito del tempo atmosferico particolarmente clemente. Soleggiato, caldo e senza una nuvola (al contrario del giorno successivo). Comunque non è di questo che voglio parlare.
Una delle circostanze che hanno contribuito a rendere il mio matrimonio tanto speciale, infatti, è stata una scelta molto fortunata per il ristorante: il ristorante Montallegro di Genova.
Scegliere un ristorante per il matrimonio non è mai una cosa semplice. Bisogna tenere conto del numero di invitati (nel nostro caso una cinquantina, poiché volevamo invitare solo parenti e amici a cui ci sentiamo molto legati), dei costi (10 euro in più, con 50 invitati, comportano un aggravio di costi di ben 500 euro... per non parlare dei matrimoni con più invitati ancora, o degli aumenti di costo più interessanti), della qualità, ecc.
Il ristorante Montallegro ci ha fornito un servizio impeccabile, piatti eccellenti, porzioni abbondanti e un rapporto qualità/prezzo impagabile.
In generale, il prezzo dei menu da matrimonio variava fra circa 30 e circa 50 euro. Attenzione però, questa tariffa include davvero tutto: cibo, acqua, vino, caffè, aperitivo e una torta buonissima e (inaspettatamente) molto leggera. La sala è al primo piano ed è annessa ad una terrazza. Il ristorante, la cui posizione può essere facilmente localizzata attraverso questa mappa di Google, è in cresta a un monte subito sopra a Genova e la vista è incredibile.
Infine non fatevi spaventare dalla posizione: il ristorante dispone di un ampio parcheggio gratuito (il piazzale antistante) ed è situato accanto al capolinea della funicolare Zecca-Righi. Oltre, naturalmente, ad essere a soli 10 minuti di macchina dal centro città.
Aggiungete a questo quadro un titolare molto simpatico e il gioco è fatto. Insomma, lo consiglio caldamente a tutti i genovesi che si sposano.
Sono ancora vivo…
...è solo che sabato scorso mi sono sposato, quindi i giorni precedenti sono stati pieni di impegni e quelli successivi... insomma, che marito sarei se li avessi passati su internet a scrivere il mio blog?
Detto questo, esisto ancora e presto ricomincerò a scrivere. Abbiate ancora qualche giorno di pazienza, non di più...
Matrimonio in chiesa: pubblicazioni in comune
Continuo la serie di post sul matrimonio misto con rito cattolico fra una parte cattolica e una catecumena o non battezzata. Questo post è valido anche per i matrimoni in chiesa fra due cattolici.
ATTENZIONE: la pratica di cui parlo in questo post, pur essendo molto semplice, deve essere avviata almeno un mese abbondante prima del matrimonio. Se almeno uno dei coniugi non è nato nel comune in cui viene celebrato il matrimonio, questa pratica dovrebbe essere avviata almeno due mesi prima per sicurezza.
Le pubblicazioni di matrimonio devono restare affisse in comune per almeno 11 giorni incluse due domeniche. La loro validità è di 6 mesi, oltre i quali devono essere nuovamente affisse.
Il parroco che si occupa della pratica matrimoniale, dopo avere effettuato tutte le verifiche del caso, consegna ai fidanzati un foglio in cui richiede la pubblicazione in comune (oltre ad eventuali altri fogli per le pubblicazioni in altre parrocchie, se necessario). E' compito dei fidanzati, quindi, recarsi agli uffici anagrafici del comune con quel foglio e con un documento d'identità valido.
Per prima cosa bisogna recarsi all'ufficio che fornisce informazioni sulle pratiche matrimoniali. E' questo ufficio, infatti, che riceve la richiesta e procede con tutti i controlli del caso. L'impiegato/a che riceve la pratica spiega quindi ai fidanzati tutti i dettagli relativi alla tempistica del suo ufficio.
Quando sono stati effettuati i controlli, è necessario che almeno uno dei fidanzati torni in comune per sapere quando dovrà tornare a firmare la pubblicazione. In questa occasione riceverà i seguenti documenti, da leggere attentamente e compilare in ogni parte:
- Estratto del codice civile contenente gli obblighi per gli sposi (convivenza, fedeltà, aiuto reciproco, ecc. - da leggere con attenzione).
- Dichiarazione circa l'attuale residenza dei fidanzati e la loro futura residenza da sposati (da compilare).
- Dichiarazione per la motorizzazione civile riguardante il cambio di residenza, necessaria per aggiornare la patente di guida e il libretto di circolazione dei propri veicoli (da compilare solo se si è in possesso di una patente di guida o di uno o più veicoli intestati a proprio nome).
Nel giorno stabilito per la firma delle pubblicazioni, infine, entrambi i fidanzati dovranno tornare all'ufficio anagrafico con un documento di identità valido e con i documenti che ho appena elencato, tutti debitamente compilati. L'impiegato del comune inserisce i dati nel suo terminale, stampa la pubblicazione (che deve essere firmata dai fidanzati), applica la marca da bollo (costo circa 16 euro e qualche centesimo - da portare in contanti) e rilascia ai fidanzati la ricevuta per ritirare il nulla osta dopo almeno 11 giorni.
Corso prematrimoniale: di cosa abbiamo parlato.
Attraverso Google Analytics, ho scoperto che diversi utenti hanno trovato questo sito cercando informazioni sugli argomenti dei corsi prematrimoniali. Questo post è dedicato a loro e vuole essere una sintesi degli argomenti trattati al CPM che ho appena finito di frequentare.
Naturalmente questo non vuol dire che gli altri corsi di preparazione al matrimonio saranno uguali: incrociando la mia esperienza personale con i resoconti di alcuni amici, infatti, è venuto fuori che i corsi organizzati dalle varie parrocchie possono essere anche molto diversi fra loro.
Il nostro corso si è articolato in 8 incontri, tutti gestiti con modalità da "alcolisti anonimi": più che di un corso, infatti, si è trattato di un counseling a gruppi sui problemi di coppia, con un'ottica particolare agli aspetti considerati più importanti dalla chiesa cattolica. La scansione degli incontri è stata questa:
- Chi siamo e da dove veniamo. In questo incontro ci siamo tutti presentati e abbiamo parlato un po' di noi, poi sono stati formati i gruppetti in cui ci siamo divisi negli incontri successivi.
- La fede (radici bibliche del matrimonio). Ho saltato questo incontro perché ero a Londra per un colloquio di lavoro, quindi non so con certezza di cosa hanno parlato. Fra le altre cose, si è parlato sicuramente di questioni del tipo: E' un caso se vi siete incontrati? L'altro/a per te è un dono?
- La fede in Gesù Cristo. Discussione su come, secondo i coordinatori, la fede cattolica aiuterebbe la coppia a risolvere i propri problemi. Si è anche parlato del modo in cui le varie coppie vivono la loro fede o, nel mio caso, il mio ateismo.
- La vita di coppia. Discussione sui problemi che ci possono essere nella vita di una coppia sposata e sulla singola cosa più utile per evitarli: il dialogo costante fra i coniugi. Ammetto che questo incontro è stato molto interessante anche per me.
- La comunità. Sinceramente, non mi ricordo di cosa abbiamo parlato a questo incontro. Si vede che non è stato molto interessante. Alla fine del'incontro ci hanno dato il dvd di un film da vedere prima dell'incontro successivo (orrendo, ma pertinente: Casomai, di Fabio Volo).
- Discussione sul film che ci è stato dato da vedere alla fine dell'incontro precedente. Si è parlato nuovamente dei problemi di coppia, della necessità di dialogare sempre, del rapporto fra la coppia e l'ambiente che la circonda (parenti, amici, lavoro).
- Sessualità e procreazione responsabile. Continuo a chiedermi con che faccia tosta la chiesa si mette a parlare di questi argomenti. Ho scritto un altro post su questo incontro.
- Il matrimonio cristiano. Incontro dal carattere informativo, abbiamo parlato del rito del matrimonio in chiesa. Per chi fosse interessato al matrimonio misto fra una cattolica e un non cattolico (o viceversa), ho scritto altri due post molto dettagliati sui documenti necessari e sul rito.
Rito del matrimonio misto in chiesa
Continuo la serie di post sul matrimonio misto con rito cattolico fra una parte cattolica e una catecumena o non battezzata.
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Il rito del matrimonio misto in chiesa, per forza di cose, è diverso sotto vari aspetti dal matrimonio canonico fra due cattolici. Le principali differenze sono tre:
- Il matrimonio non avviene all'interno della messa (per rispetto alla parte non cattolica), a meno che gli sposi non chiedano esplicitamente il contrario. Anche in quest'ultimo caso, il parroco può comunque imporre che il rito matrimoniale e la messa vengano separati in modo netto.
- La parte non cattolica non riceve l'eucarestia (non mangia l'ostia, per gli infedeli come me) e non riceve il sacramento (che ovviamente, per i non cattolici, non avrebbe comunque alcun valore). Da questo punto di vista, per la parte cattolica non cambia nulla (riceve normalmente l'eucarestia e il sacramento).
- Le formule pronunciate dalla parte non cattolica sono state modificate e non contengono riferimenti a personaggi biblici (dio, cristo, madonna), preghiere, benedizioni, ecc.
La cerimonia mista è quindi più breve (secondo il parroco che lo celebrerà, il nostro matrimonio dovrebbe durare circa mezz'ora) di quella canonica ed è composta dalle seguenti parti (in ordine dall'inizio alla fine):
- Il sacerdote accoglie sposi, testimoni e invitati e tutti prendono posto in chiesa.
- Il sacerdote pronuncia una formula di accoglienza.
- Vengono letti due brani della bibbia: il primo è tratto dall'antico testamento e viene letto generalmente da un invitato di fede cattolica, il secondo è tratto dal vangelo e viene letto dal sacerdote.
- Il sacerdote tiene la sua omelia.
- Il sacerdote interroga gli sposi con tre formule standard:
- Siete venuti a celebrare il matrimonio senza alcuna costrizione, in piena libertà e consapevoli della vostra decisione?
- Siete disposti, seguendo la via del matrimonio, ad amarvi e a onorarvi l'un l'altro per tutta la vita?
- Siete disposti ad accogliere con amore i figli che dio vorrà donarvi e a educarli secondo la legge di cristo e della sua chiesa?
- Gli sposi recitano la formula del consenso al matrimonio (a seconda delle scelte del sacerdote, possono leggere l'intera formula o rispondere si dopo che il sacerdote stesso l'ha pronunciata sotto forma di domanda).
- Il sacerdote pronuncia la formula dell'accoglienza del consenso.
- Il sacerdote benedice gli anelli, che poi vengono scambiati dagli sposi.
- Il sacerdote benedice la coppia.
- Il sacerdote e i presenti di fede cattolica continuano pronunciando alcune preghiere.
- Il sacerdote legge gli articoli del codice civile concernenti i diritti e i doveri dei coniugi.
- Il sacerdote benedice tutti i presenti (collettivamente, non uno per uno).
- Il sacerdote e i presenti di fede cattolica cantano un inno di chiesa.
- Dopo la lettura dell'atto di matrimonio, questo viene firmato da sposi, testimoni e sacerdote.
Importante:
La risposta negativa ad una qualsiasi fra le formule di cui al punto 3 comporterebbe la nullità del matrimonio, così come la risposta affermativa in cattiva fede. Quindi, se una coppia ha deciso di non battezzare i figli o di non educarli secondo la fede cattolica, deve fare molta attenzione a non dirlo mai in presenza del sacerdote. Almeno non prima, durante ed entro i primi mesi successivi al matrimonio.
Sessualità (ir)responsabile
Al corso prematrimoniale, anche la lezione su Sessualità e procreazione responsabile è passata.
Prima di tutto penso che sia doveroso un commento positivo: confermo la mia opinione positiva su questi frati. Essendo frequentato da 15 coppie, il corso si divide sempre in tre gruppi, due dei quali coordinati anche da un frate. Almeno Frate A, di cui ho già accennato in un altro post, ha detto chiaramente che per evitare gravidanze indesiderate bisogna usare il preservativo, checché ne dica il papa. Anzi, mi risulta che abbia detto qualcosa del tipo "insomma, il papa ovviamente dice quello che dice, ma se un quindicenne vuole avere un rapporto sessuale bisogna dirgli chiaramente di usare il preservativo".
Non sono sicuro delle parole che ha usato perché questo discorso mi è stato riferito da altri (ero in un altro gruppo), ma il senso era questo.
Fra le coppie che coordinano il corso, al mio gruppo è stata assegnata quella un po' più rigida (credo, e non sono l'unico a dirlo), e qui cominciano le risate.
Infatti mi aspettavo, in quanto ateo e razionalista, di dover essere polemico per tutta la sera. Invece mi sono seduto comodamente e mi sono goduto una discussione infinita fra i cattolici che seguono il corso (tutte persone ragionevoli) e la coppia che lo coordinava. Ecco le due chicche migliori della serata:
- Non è vero che le donne stuprate poi abortiscono perché odiano l'idea di avere un figlio dal loro stupratore. Anzi, spesso si forma un forte senso di attaccamento da parte delle vittime di stupro nei confronti del loro carnefice. A questo punto una neuropsicologa che frequenta il corso con il suo fidanzato ha lanciato uno sgomento mugolio di disapprovazione.
- La parola "contraccezione" non si riferisce a preservativi, pillola, diaframma, ecc. Al contrario, si riferisce alla volontà di non avere mai figli durante tutta la vita e di controllare sempre il proprio destino. Eh, si. Perché l'italiano è solo un'opinione.
Alla fine la discussione si è scaldata tanto da rimanere in sospeso. Infatti, quando è finito il tempo, non eravamo neanche a metà degli argomenti dei quali avremmo dovuto discutere.
Piccola nota en passant: ammetto di essermi divertito molto, e non sono stato l'unico a trovare la serata molto interessante. Se avessimo avuto l'opzione di dormire lì continuando la discussione a oltranza, probabilmente sarei rimasto.
Documenti per il matrimonio misto
Quando la mia fidanzata mi ha parlato per la prima volta della possibilità di sposarci in chiesa anche se sono (e resterò) ateo e non battezzato, ho cercato un po' di informazioni su internet. Così ho scoperto che le informazioni in merito sono generalmente confuse e sparse su molti siti diversi. Ho quindi intenzione di pubblicare nella categoria "matrimonio" (tag "matrimonio misto") una serie di post più o meno organizzati su questa tematica.
Visto che abbiamo cominciato da poco a fare tutti i documenti necessari, partirò da qui. Infatti la procedura, pur non essendo particolarmente complessa, è piuttosto lunga.
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Innanzitutto ribadisco che questo tipo di cerimonia è accessibile soltanto per coloro che non sono mai stati battezzati o che, avendo abbandonato il cristianesimo, non hanno richiesto lo "sbattezzo". Chi ha espresso la volontà di non essere più considerato cattolico, richiedendo l'annotazione della propria volontà nel registro dei battesimi della sua parrocchia (sbattezzo), non vi può accedere in quanto la chiesa cattolica considera il battesimo incancellabile e vige un esplicito divieto papale a sposare in chiesa chi ha richiesto lo sbattezzo.
Dal momento che il matrimonio in chiesa fra una parte cattolica e una parte catecumena o non cattolica (matrimonio misto) ha un valore sia civile, sia religioso, i documenti richiesti riflettono questi due aspetti. Alcuni documenti devono essere richiesti dai fidanzati, altri vengono prodotti dal parroco al quale i fidanzati fanno riferimento per le pratiche matrimoniali.
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Documenti che devono essere richiesti dai fidanzati e consegnati al parroco che si occupa delle loro pratiche matrimoniali:
- Certificato di stato libero (rilasciato dall'ufficio anagrafico del comune di residenza).
- Dichiarazione testimoniale di stato libero (rilasciato dalla parrocchia pertinente per la zona in cui si è nati, solo se uno o entrambi i fidanzati hanno vissuto in una città diversa da quella di residenza dopo aver compiuto 16 anni).
- Certificato di battesimo e cresima (rilasciato dalla parrocchia in cui sono avvenute le cerimonie, ovviamente solo per la parte cattolica).
- Attestato di partecipazione ad un corso prematrimoniale (rilasciato alla coppia dal parroco/frate che ha organizzato il corso).
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Documenti prodotti dal parroco che si occupa delle pratiche matrimoniali (quelli che seguono, per la maggior parte, non sono termini tecnici, ma descrizioni fatte con parole mie):
- Questionario compilato dal parroco, intervistando separatamente i due fidanzati per verificare che hanno deciso spontaneamente di sposarsi in chiesa, che sono in linea con le idee della chiesa cattolica sul matrimonio e sui figli, che non ci sono impedimenti al matrimonio cattolico e a quello civile.
- Istanza alla curia per autorizzare il matrimonio fra una parte cattolica e una non cattolica.
Il documento 1 consiste in una lunga serie di domande (può richiedere anche mezz'ora) volte a verificare che entrambi i fidanzati hanno deciso di loro spontanea volontà di sposarsi in chiesa, che non hanno intenzione di tradirsi o divorziare, che accettano di diventare genitori e che accettano di educare i figli secondo "gli insegnamenti della chiesa cattolica".
Le ultime domande riguardano gli impedimenti al matrimonio civile e a quello cattolico, quindi il parroco dovrà annotare che uno dei due fidanzati non è battezzato. Si tratta di un impedimento temporaneo, che decadrà grazie alla dispensa concessa dalla curia in risposta al documento 2.
Da un punto di vista ateo o agnostico, l'unico vero problema può essere costituito dalle domande sull'educazione dei figli. In ogni caso, se il problema è già stato affrontato all'interno della coppia prendendo la decisione di non educarli secondo canoni cattolici, la parte non cattolica non dovrebbe avere particolari problemi a mentire al parroco. Infatti questo documento non ha alcun valore legale e non può essere utilizzato per obbligare un genitore a dare una particolare educazione ai propri figli.
Il documento 2 contiene due dichiarazioni. La parte cattolica dichiara di non voler abbandonare la sua fede e si impegna a fare il possibile affinché eventuali figli vengano battezzati ed educati secondo la religione cattolica. La parte non cattolica, invece, afferma di essere a conoscenza dell'impegno preso dal fidanzato / dalla fidanzata.
La formulazione di questo documento, per fortuna, è tale da non creare problemi nemmeno alle persone più sincere. Infatti l'impegno per la parte cattolica è solo a "fare il possibile" affinché i figli siano cattolici. Questo, in una coppia mista, può voler dire qualsiasi cosa (una possibile interpretazione è "discutere prima del matrimonio con il fidanzato ateo, accettando di non battezzarli e di educarli secondo i valori comuni condivisi dai coniugi, dando loro il buon esempio e lasciandoli liberi di scegliere al compimento del sedicesimo anno di età").
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Qualche giorno dopo aver compilato i documenti 1 e 2, il parroco potrà consegnare ai fidanzati altri due documenti:
- Richiesta per la parrocchia di esporre le pubblicazioni di matrimonio, da consegnare al parroco che celebrerà la cerimonia (se diverso da quello che ha curato la pratica matrimoniale). Le pubblicazioni dovranno essere esposte in parrocchia almeno per 8 giorni, incluse 2 domeniche.
- Richiesta per il comune di esporre le pubblicazioni di matrimonio, da consegnare all'ufficio anagrafico del comune in cui viene celebrata la cerimonia. Le pubblicazioni dovranno essere esposte in comune almeno per 8 giorni, incluse 2 domeniche.
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Piccola curiosità: il parroco della chiesa in cui stiamo facendo le pratiche matrimoniali è passato a benedire le case e a consegnarci alcuni documenti legati al matrimonio proprio mentre scrivevo questo post.
Giornata dedicata al clero
Non si tratta di una nuova ricorrenza stabilita dall'ONU, ma di una descrizione della mia giornata: mattina da un prete, pomeriggio con un frate. Il che, per un ateo convinto, è abbastanza inusuale.
Il giudizio, tuttavia, è positivo - e questo forse è ancora più strano. Ovviamente con i dovuti distinguo.
Dal prete siamo andati per organizzare i dettagli del nostro matrimonio: data e forma del rito misto (dal momento che io non sono battezzato, mentre Sara - la mia fidanzata - è una catechista). Parlando del rito ho tirato un bel sospiro di sollievo, visto che ho scoperto che non contiene una messa, ma di questo parlerò in un altro post più specifico. A parte questo, mi sono tolto una curiosità è ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete.
A dicembre, infatti, parlando con un altro prete per organizzare i documenti necessari per sposarci (la risposta è si: il mio matrimonio conta più preti/frati che sposi), mi è stato chiesto se non ero stato battezzato alla nascita o avevo chiesto lo sbattezzo. Altra novità: non mi aspettavo che un prete fosse così informato circa lo sbattezzo. Comunque stamattina ho chiesto se ci fossero differenze fra questi due casi e ho scoperto l'acqua calda: per la chiesa cattolica l'apostasia è più grave della semplice miscredenza.
Perché dico che ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete? Beh, perché ad esempio era convinto che lo scopo dello sbattezzo (meglio noto fra i soci UAAR come campagna di bonifica statistica) fosse l'annullamento religioso di un sacramento. Se lo richiede un ateo, è ovvio che dell'aspetto religioso non gli importa un fico, no? L'unico scopo della richiesta di non essere più considerati cattolici è, appunto, quello di non andare a ingrossare le fila dei cattolici nelle statistiche relative all'Italia. Inoltre ignorava l'esistenza di un'associazione di atei (UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e attribuiva la moda dello sbattezzo alla massoneria (?!?). Sviste che capitano, o no?
Con il frate abbiamo passato un paio d'ore al pomeriggio, durante il corso prematrimoniale. E adesso è venuto il momento, per chi mi conosce da anni, di prepararsi a sentire un'affermazione sconvolgente: trovo che questo frate sia intelligente e simpatico.
La risposta è no: non ho la minima intenzione di convertirmi ad una qualsivoglia religione, però (come dicono in MASH) fair is fair, e questo frate se lo merita.
Il pomeriggio avrebbe potuto essere segnato dalla noia o dal disagio, visto che l'argomento era la fede in Gesù Cristo, eppure non è stato così. E non mi riferisco solo al fatto che il discorso tende sempre a svicolare sui piccoli e grandi problemi della vita di coppia dei partecipanti, trasformandosi in genere in una riunione di auto aiuto a gruppi (modello Alcolisti Anonimi, per intenderci).
Da un punto di vista caratteriale, Fr.A. è sempre pronto a scherzare anche in mezzo ai discorsi più seri, il che naturalmente fa piacere. A parte questo, però, dimostra una conoscenza abbastanza approfondita e scevra da preconcetti di quello che sono le concezioni, la filosofia di vita e i valori di un ateo. Finora è sempre riuscito a pormi domande interessanti e pertinenti e, nelle discussioni che ne sono nate, ha mostrato di comprendere perfettamente il mio punto di vista e di accettarlo (pur non condividendolo, naturalmente).
Questo non cambia affatto il mio giudizio estremamente negativo nei confronti del papa, dei cardinali e dei vescovi (giudizio basato sulle loro affermazioni che si sentono fin troppo spesso sui media italiani e sulle loro pesanti responsabilità in tragedie come l'AIDS in Africa, l'arretratezza dell'Italia e della Polonia e l'omofobia diffusa in questi e altri paesi). Però fa sempre piacere, in un ambiente ateofobico come la chiesa cattolica, scoprire qualcuno con cui si riesce a ragionare, scherzare e ridere.