Afkaar Dahriyyah Pensieri sconnessi in un periodo di grandi cambiamenti.

11mar/100

Corso prematrimoniale: di cosa abbiamo parlato.

Attraverso Google Analytics, ho scoperto che diversi utenti hanno trovato questo sito cercando informazioni sugli argomenti dei corsi prematrimoniali. Questo post è dedicato a loro e vuole essere una sintesi degli argomenti trattati al CPM che ho appena finito di frequentare.

Naturalmente questo non vuol dire che gli altri corsi di preparazione al matrimonio saranno uguali: incrociando la mia esperienza personale con i resoconti di alcuni amici, infatti, è venuto fuori che i corsi organizzati dalle varie parrocchie possono essere anche molto diversi fra loro.

Il nostro corso si è articolato in 8 incontri, tutti gestiti con modalità da "alcolisti anonimi": più che di un corso, infatti, si è trattato di un counseling a gruppi sui problemi di coppia, con un'ottica particolare agli aspetti considerati più importanti dalla chiesa cattolica. La scansione degli incontri è stata questa:

  • Chi siamo e da dove veniamo. In questo incontro ci siamo tutti presentati e abbiamo parlato un po' di noi, poi sono stati formati i gruppetti in cui ci siamo divisi negli incontri successivi.
  • La fede (radici bibliche del matrimonio). Ho saltato questo incontro perché ero a Londra per un colloquio di lavoro, quindi non so con certezza di cosa hanno parlato. Fra le altre cose, si è parlato sicuramente di questioni del tipo: E' un caso se vi siete incontrati? L'altro/a per te è un dono?
  • La fede in Gesù Cristo. Discussione su come, secondo i coordinatori, la fede cattolica aiuterebbe la coppia a risolvere i propri problemi. Si è anche parlato del modo in cui le varie coppie vivono la loro fede o, nel mio caso, il mio ateismo.
  • La vita di coppia. Discussione sui problemi che ci possono essere nella vita di una coppia sposata e sulla singola cosa più utile per evitarli: il dialogo costante fra i coniugi.  Ammetto che questo incontro è stato molto interessante anche per me.
  • La comunità. Sinceramente, non mi ricordo di cosa abbiamo parlato a questo incontro. Si vede che non è stato molto interessante. Alla fine del'incontro ci hanno dato il dvd di un film da vedere prima dell'incontro successivo (orrendo, ma pertinente: Casomai, di Fabio Volo).
  • Discussione sul film che ci è stato dato da vedere alla fine dell'incontro precedente. Si è parlato nuovamente dei problemi di coppia, della necessità di dialogare sempre, del rapporto fra la coppia e l'ambiente che la circonda (parenti, amici, lavoro).
  • Sessualità e procreazione responsabile. Continuo a chiedermi con che faccia tosta la chiesa si mette a parlare di questi argomenti. Ho scritto un altro post su questo incontro.
  • Il matrimonio cristiano. Incontro dal carattere informativo, abbiamo parlato del rito del matrimonio in chiesa. Per chi fosse interessato al matrimonio misto fra una cattolica e un non cattolico (o viceversa), ho scritto altri due post molto dettagliati sui documenti necessari e sul rito.
21feb/100

Sessualità (ir)responsabile

CondomAl corso prematrimoniale, anche la lezione su Sessualità e procreazione responsabile è passata.

Prima di tutto penso che sia doveroso un commento positivo: confermo la mia opinione positiva su questi frati. Essendo frequentato da 15 coppie, il corso si divide sempre in tre gruppi, due dei quali coordinati anche da un frate. Almeno Frate A, di cui ho già accennato in un altro post, ha detto chiaramente che per evitare gravidanze indesiderate bisogna usare il preservativo, checché ne dica il papa. Anzi, mi risulta che abbia detto qualcosa del tipo "insomma, il papa ovviamente dice quello che dice, ma se un quindicenne vuole avere un rapporto sessuale bisogna dirgli chiaramente di usare il preservativo".

Non sono sicuro delle parole che ha usato perché questo discorso mi è stato riferito da altri (ero in un altro gruppo), ma il senso era questo.

Fra le coppie che coordinano il corso, al mio gruppo è stata assegnata quella un po' più rigida (credo, e non sono l'unico a dirlo), e qui cominciano le risate.

Infatti mi aspettavo, in quanto ateo e razionalista, di dover essere polemico per tutta la sera. Invece mi sono seduto comodamente e mi sono goduto una discussione infinita fra i cattolici che seguono il corso (tutte persone ragionevoli) e la coppia che lo coordinava. Ecco le due chicche migliori della serata:

  • Non è vero che le donne stuprate poi abortiscono perché odiano l'idea di avere un figlio dal loro stupratore. Anzi, spesso si forma un forte senso di attaccamento da parte delle vittime di stupro nei confronti del loro carnefice. A questo punto una neuropsicologa che frequenta il corso con il suo fidanzato ha lanciato uno sgomento mugolio di disapprovazione.
  • La parola "contraccezione" non si riferisce a preservativi, pillola, diaframma, ecc. Al contrario, si riferisce alla volontà di non avere mai figli durante tutta la vita e di controllare sempre il proprio destino. Eh, si. Perché l'italiano è solo un'opinione.

Alla fine la discussione si è scaldata tanto da rimanere in sospeso. Infatti, quando è finito il tempo, non eravamo neanche a metà degli argomenti dei quali avremmo dovuto discutere.

Piccola nota en passant: ammetto di essermi divertito molto, e non sono stato l'unico a trovare la serata molto interessante. Se avessimo avuto l'opzione di dormire lì continuando la discussione a oltranza, probabilmente sarei rimasto.

15feb/100

Documenti per il matrimonio misto

Quando la mia fidanzata mi ha parlato per la prima volta della possibilità di sposarci in chiesa anche se sono (e resterò) ateo e non battezzato, ho cercato un po' di informazioni su internet. Così ho scoperto che le informazioni in merito sono generalmente confuse e sparse su molti siti diversi. Ho quindi intenzione di pubblicare nella categoria "matrimonio" (tag "matrimonio misto") una serie di post più o meno organizzati su questa tematica.

Visto che abbiamo cominciato da poco a fare tutti i documenti necessari, partirò da qui. Infatti la procedura, pur non essendo particolarmente complessa, è piuttosto lunga.

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Innanzitutto ribadisco che questo tipo di cerimonia è accessibile soltanto per coloro che non sono mai stati battezzati o che, avendo abbandonato il cristianesimo, non hanno richiesto lo "sbattezzo". Chi ha espresso la volontà di non essere più considerato cattolico, richiedendo l'annotazione della propria volontà nel registro dei battesimi della sua parrocchia (sbattezzo), non vi può accedere in quanto la chiesa cattolica considera il battesimo incancellabile e vige un esplicito divieto papale a sposare in chiesa chi ha richiesto lo sbattezzo.

Dal momento che il matrimonio in chiesa fra una parte cattolica e una parte catecumena o non cattolica (matrimonio misto) ha un valore sia civile, sia religioso, i documenti richiesti riflettono questi due aspetti. Alcuni documenti devono essere richiesti dai fidanzati, altri vengono prodotti dal parroco al quale i fidanzati fanno riferimento per le pratiche matrimoniali.

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Documenti che devono essere richiesti dai fidanzati e consegnati al parroco che si occupa delle loro pratiche matrimoniali:

  • Certificato di stato libero (rilasciato dall'ufficio anagrafico del comune di residenza).
  • Dichiarazione testimoniale di stato libero (rilasciato dalla parrocchia pertinente per la zona in cui si è nati, solo se uno o entrambi i fidanzati hanno vissuto in una città diversa da quella di residenza dopo aver compiuto 16 anni).
  • Certificato di battesimo e cresima (rilasciato dalla parrocchia in cui sono avvenute le cerimonie, ovviamente solo per la parte cattolica).
  • Attestato di partecipazione ad un corso prematrimoniale (rilasciato alla coppia dal parroco/frate che ha organizzato il corso).

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Documenti prodotti dal parroco che si occupa delle pratiche matrimoniali (quelli che seguono, per la maggior parte, non sono termini tecnici, ma descrizioni fatte con parole mie):

  1. Questionario compilato dal parroco, intervistando separatamente i due fidanzati per verificare che hanno deciso spontaneamente di sposarsi in chiesa, che sono in linea con le idee della chiesa cattolica sul matrimonio e sui figli, che non ci sono impedimenti al matrimonio cattolico e a quello civile.
  2. Istanza alla curia per autorizzare il matrimonio fra una parte cattolica e una non cattolica.

Il documento 1 consiste in una lunga serie di domande (può richiedere anche mezz'ora) volte a verificare che entrambi i fidanzati hanno deciso di loro spontanea volontà di sposarsi in chiesa, che non hanno intenzione di tradirsi o divorziare, che accettano di diventare genitori e che accettano di educare i figli secondo "gli insegnamenti della chiesa cattolica".

Le ultime domande riguardano gli impedimenti al matrimonio civile e a quello cattolico, quindi il parroco dovrà annotare che uno dei due fidanzati non è battezzato. Si tratta di un impedimento temporaneo, che decadrà grazie alla dispensa concessa dalla curia in risposta al documento 2.

Da un punto di vista ateo o agnostico, l'unico vero problema può essere costituito dalle domande sull'educazione dei figli. In ogni caso, se il problema è già stato affrontato all'interno della coppia prendendo la decisione di non educarli secondo canoni cattolici, la parte non cattolica non dovrebbe avere particolari problemi a mentire al parroco. Infatti questo documento non ha alcun valore legale e non può essere utilizzato per obbligare un genitore a dare una particolare educazione ai propri figli.

Il documento 2 contiene due dichiarazioni. La parte cattolica dichiara di non voler abbandonare la sua fede e si impegna a fare il possibile affinché eventuali figli vengano battezzati ed educati secondo la religione cattolica. La parte non cattolica, invece, afferma di essere a conoscenza dell'impegno preso dal fidanzato / dalla fidanzata.

La formulazione di questo documento, per fortuna, è tale da non creare problemi nemmeno alle persone più sincere. Infatti l'impegno per la parte cattolica è solo a "fare il possibile" affinché i figli siano cattolici. Questo, in una coppia mista, può voler dire qualsiasi cosa (una possibile interpretazione è "discutere prima del matrimonio con il fidanzato ateo, accettando di non battezzarli e di educarli secondo i valori comuni condivisi dai coniugi, dando loro il buon esempio e lasciandoli liberi di scegliere al compimento del sedicesimo anno di età").

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Qualche giorno dopo aver compilato i documenti 1 e 2, il parroco potrà consegnare ai fidanzati altri due documenti:

  • Richiesta per la parrocchia di esporre le pubblicazioni di matrimonio, da consegnare al parroco che celebrerà la cerimonia (se diverso da quello che ha curato la pratica matrimoniale). Le pubblicazioni dovranno essere esposte in parrocchia almeno per 8 giorni, incluse 2 domeniche.
  • Richiesta per il comune di esporre le pubblicazioni di matrimonio, da consegnare all'ufficio anagrafico del comune in cui viene celebrata la cerimonia. Le pubblicazioni dovranno essere esposte in comune almeno per 8 giorni, incluse 2 domeniche.

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Piccola curiosità: il parroco della chiesa in cui stiamo facendo le pratiche matrimoniali è passato a benedire le case e a consegnarci alcuni documenti legati al matrimonio proprio mentre scrivevo questo post.

3feb/100

Dio non esiste… fino a prova contraria.

Qualche giorno fa, al corso prematrimoniale, mi hanno chiesto la mia opinione "alternativa" (dato il contesto) su alcune problematiche tipiche dei religiosi, come l'esistenza (o meno) di un dio in relazione agli eventi più belli o più tragici che accadono nella propria vita e nel mondo. Ci sono molti modi di fare questo tipo di domanda e in quel caso mi è stata fatta in modo non provocatorio, ma con un sincero interesse per un punto di vista diverso dal proprio, quindi è stato un piacere rispondere.

Parlandone, ho spiegato en passant che il mio ateismo non dipende da una carenza di risposte su problemi come il terremoto ad Haiti o la fame nel mondo, ma risiede a monte di ogni interrogativo di questo tipo. Nessuno, a quel punto, mi ha chiesto perché sono ateo - ed è stata quasi una fortuna. Pensandoci, mi sono reso conto di non avere mai espresso in modo sistematico le ragioni del mio ateismo. L'occasione per farlo mi è capitata qualche sera più tardi, chiacchierando con alcuni amici cattolici (ciascuno con le sue sfumature) e con un agnostico ex cattolico. Una bella serata, stimolante e divertente (lo devo ammettere, trovo queste discussioni divertentissime).

Il mio ateismo deriva in sostanza dall'applicazione del metodo scientifico, che fin'ora si è rivelato il sistema più efficace per conoscere in modo oggettivo le regole che governano l'universo. In particolare, parto dal principio che l'onere della prova spetta a chi afferma, sulla base del quale possiamo affermare che non esistono due teorie contrapposte (teista e ateista), ma una sola teoria teista che non è stata ancora dimostrata in modo scientifico (ovvero attraverso una serie di esperimenti ripetibili e misurabili) e che non è avvallata dalle osservazioni ottenute attraverso altri esperimenti basati sullo stesso metodo.

Dal momento che, per la scienza, qualsiasi teoria è falsa fino a prova contraria, possiamo affermare che l'inesistenza di qualsiasi dio è scientificamente dimostrata fino a prova contraria. Perché? Semplicemente perché l'esistenza di un qualsiasi dio (o degli unicorni alati che volano attorno alla luna, degli omini verdi su Marte e del mostro volante di spaghetti) non è mai stata dimostrata in modo scientifico e, come teoria, non è supportata da prove scientifiche (al contrario, ad esempio, della teoria dell'evoluzione di Darwin, che pur non essendo stata ancora dimostrata in modo definitivo è supportata da numerose prove).

1feb/100

Giornata dedicata al clero

Non si tratta di una nuova ricorrenza stabilita dall'ONU, ma di una descrizione della mia giornata: mattina da un prete, pomeriggio con un frate. Il che, per un ateo convinto, è abbastanza inusuale.

Il giudizio, tuttavia, è positivo - e questo forse è ancora più strano. Ovviamente con i dovuti distinguo.

Dal prete siamo andati per organizzare i dettagli del nostro matrimonio: data e forma del rito misto (dal momento che io non sono battezzato, mentre Sara - la mia fidanzata - è una catechista). Parlando del rito ho tirato un bel sospiro di sollievo, visto che ho scoperto che non contiene una messa, ma di questo parlerò in un altro post più specifico. A parte questo, mi sono tolto una curiosità è ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete.

A dicembre, infatti, parlando con un altro prete per organizzare i documenti necessari per sposarci (la risposta è si: il mio matrimonio conta più preti/frati che sposi), mi è stato chiesto se non ero stato battezzato alla nascita o avevo chiesto lo sbattezzo. Altra novità: non mi aspettavo che un prete fosse così informato circa lo sbattezzo. Comunque stamattina ho chiesto se ci fossero differenze fra questi due casi e ho scoperto l'acqua calda: per la chiesa cattolica l'apostasia è più grave della semplice miscredenza.

Perché dico che ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete? Beh, perché ad esempio era convinto che lo scopo dello sbattezzo (meglio noto fra i soci UAAR come campagna di bonifica statistica) fosse l'annullamento religioso di un sacramento. Se lo richiede un ateo, è ovvio che dell'aspetto religioso non gli importa un fico, no? L'unico scopo della richiesta di non essere più considerati cattolici è, appunto, quello di non andare a ingrossare le fila dei cattolici nelle statistiche relative all'Italia. Inoltre ignorava l'esistenza di un'associazione di atei (UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e attribuiva la moda dello sbattezzo alla massoneria (?!?). Sviste che capitano, o no?

Con il frate abbiamo passato un paio d'ore al pomeriggio, durante il corso prematrimoniale. E adesso è venuto il momento, per chi mi conosce da anni, di prepararsi a sentire un'affermazione sconvolgente: trovo che questo frate sia intelligente e simpatico.

La risposta è no: non ho la minima intenzione di convertirmi ad una qualsivoglia religione, però (come dicono in MASH) fair is fair, e questo frate se lo merita.

Il pomeriggio avrebbe potuto essere segnato dalla noia o dal disagio, visto che l'argomento era la fede in Gesù Cristo, eppure non è stato così. E non mi riferisco solo al fatto che il discorso tende sempre a svicolare sui piccoli e grandi problemi della vita di coppia dei partecipanti, trasformandosi in genere in una riunione di auto aiuto a gruppi (modello Alcolisti Anonimi, per intenderci).

Da un punto di vista caratteriale, Fr.A. è sempre pronto a scherzare anche in mezzo ai discorsi più seri, il che naturalmente fa piacere. A parte questo, però, dimostra una conoscenza abbastanza approfondita e scevra da preconcetti di quello che sono le concezioni, la filosofia di vita e i valori di un ateo. Finora è sempre riuscito a pormi domande interessanti e pertinenti e, nelle discussioni che ne sono nate, ha mostrato di comprendere perfettamente il mio punto di vista e di accettarlo (pur non condividendolo, naturalmente).

Questo non cambia affatto il mio giudizio estremamente negativo nei confronti del papa, dei cardinali e dei vescovi (giudizio basato sulle loro affermazioni che si sentono fin troppo spesso sui media italiani e sulle loro pesanti responsabilità in tragedie come l'AIDS in Africa, l'arretratezza dell'Italia e della Polonia e l'omofobia diffusa in questi e altri paesi). Però fa sempre piacere, in un ambiente ateofobico come la chiesa cattolica, scoprire qualcuno con cui si riesce a ragionare, scherzare e ridere.