Afkaar Dahriyyah Pensieri sconnessi in un periodo di grandi cambiamenti.

15feb/110

Adozione per i single anche in Italia?

Con una sentenza rivoluzionaria (per l'Italia), la Cassazione ha riconosciuto l'adozione di una bambina russa da parte di una single residente a Genova. Probabilmente fioriranno numerose polemiche dai vari catto-talebani di casa nostra.

http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_14/cassazione-adozioni-single_cd62a730-3856-11e0-ba7c-0ed13fe12a59.shtml

A prescindere dalle convinzioni che possiamo avere sulla famiglia, non dobbiamo dimenticarci che in questo caso l'alternativa non è fra 1 o 2 genitori, ma fra 1 e 0 genitori. Ferma restando la necessità di opportune verifiche, doverose anchein caso di adozione da parte di coppie (assenza di precedenti penali, capacità finanziaria, ecc), è sempre meglio un bambino con un genitore di un bambino senza genitori.

Detto questo, non dobbiamo dimenticarci che la famiglia "tradizionale" cattolica non è un fatto naturale, ma culturale (inteso nel senso antropologico del termine). Un elemento di una cultura che sta cambiando ormai da decenni.

In molti paesi, ad esempio, le coppie omosessuali sposate e con figli sono una realtà da molto tempo. I figli di queste coppie, che in ogni caso sono numerose anche in italia (ovviamente in Italia abbiamo famiglie omogenitoriali non sposate, cerca "famiglie arcobaleno"), sono stati monitorati in molti paesi (es. Olanda) e non hanno manifestato nessuna deviazione dalla media (non sono più psicopatici, più ladri, meno studiosi ecc degli altri bambini).

Sarebbe il caso che anche l'Italia adeguasse la sua legislazione ai cambiamenti in atto nella società.

11feb/100

Una pessima sentenza?

E' di un paio di settimane fa la notizia che un tribunale ha deciso l'affidamento esclusivo di un bambino, figlio di una lesbica e di un gay, alla madre biologica sulla base del principio che una buona madre è tale a prescindere dall'orientamento sessuale. Condivido in pieno questo principio, ma non credo che il movimento lgbt abbia molte ragioni di festeggiare.

A contestare l'affidamento esclusivo alla madre biologica, infatti, non è il padre biologico o un altro consanguineo, ma la precedente compagna della madre. Questa povera donna ha cresciuto la bimba come se fosse sua, nel contesto di una coppia lesbica in cui le due innamorate ricoprivano il ruolo affettivo dei genitori, e dopo la separazione si è vista negare qualsiasi ruolo, incluso il diritto a visitare la piccola.

Una situazione in cui, per inciso, si trovano molti genitori separati e divorziati.

Se la sentenza in questione afferma che una madre lesbica è comunque una buona madre, quindi, afferma anche che nel contesto giuridico italiano una coppia omosessuale non è una famiglia (avvallando il rifiuto da parte della madre biologica della bambina dell'affidamento congiunto con diritto di visita da parte della sua ex compagna). Un messaggio molto negativo che, a mio parere, supera di gran lunga quello positivo sulle qualità della madre biologica.