Afkaar Dahriyyah Pensieri sconnessi in un periodo di grandi cambiamenti.

19mar/100

Matrimonio in chiesa: pubblicazioni in comune

Continuo la serie di post sul matrimonio misto con rito cattolico fra una parte cattolica e una catecumena o non battezzata. Questo post è valido anche per i matrimoni in chiesa fra due cattolici.

ATTENZIONE: la pratica di cui parlo in questo post, pur essendo molto semplice, deve essere avviata almeno un mese abbondante prima del matrimonio. Se almeno uno dei coniugi non è nato nel comune in cui viene celebrato il matrimonio, questa pratica dovrebbe essere avviata almeno due mesi prima per sicurezza.

Le pubblicazioni di matrimonio devono restare affisse in comune per almeno 11 giorni incluse due domeniche. La loro validità è di 6 mesi, oltre i quali devono essere nuovamente affisse.

Il parroco che si occupa della pratica matrimoniale, dopo avere effettuato tutte le verifiche del caso, consegna ai fidanzati un foglio in cui richiede la pubblicazione in comune (oltre ad eventuali altri fogli per le pubblicazioni in altre parrocchie, se necessario). E' compito dei fidanzati, quindi, recarsi agli uffici anagrafici del comune con quel foglio e con un documento d'identità valido.

Per prima cosa bisogna recarsi all'ufficio che fornisce informazioni sulle pratiche matrimoniali. E' questo ufficio, infatti, che riceve la richiesta e procede con tutti i controlli del caso. L'impiegato/a che riceve la pratica spiega quindi ai fidanzati tutti i dettagli relativi alla tempistica del suo ufficio.

Quando sono stati effettuati i controlli, è necessario che almeno uno dei fidanzati torni in comune per sapere quando dovrà tornare a firmare la pubblicazione. In questa occasione riceverà i seguenti documenti, da leggere attentamente e compilare in ogni parte:

  • Estratto del codice civile contenente gli obblighi per gli sposi (convivenza, fedeltà, aiuto reciproco, ecc.  - da leggere con attenzione).
  • Dichiarazione circa l'attuale residenza dei fidanzati e la loro futura residenza da sposati (da compilare).
  • Dichiarazione per la motorizzazione civile riguardante il cambio di residenza, necessaria per aggiornare la patente di guida e il libretto di circolazione dei propri veicoli (da compilare solo se si è in possesso di una patente di guida o di uno o più veicoli intestati a proprio nome).

Nel giorno stabilito per la firma delle pubblicazioni, infine, entrambi i fidanzati dovranno tornare all'ufficio anagrafico con un documento di identità valido e con i documenti che ho appena elencato, tutti debitamente compilati. L'impiegato del comune inserisce i dati nel suo terminale, stampa la pubblicazione (che deve essere firmata dai fidanzati), applica la marca da bollo (costo circa 16 euro e qualche centesimo - da portare in contanti) e rilascia ai fidanzati la ricevuta per ritirare il nulla osta dopo almeno 11 giorni.

27feb/100

Rito del matrimonio misto in chiesa

Continuo la serie di post sul matrimonio misto con rito cattolico fra una parte cattolica e una catecumena o non battezzata.

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Il rito del matrimonio misto in chiesa, per forza di cose, è diverso sotto vari aspetti dal matrimonio canonico fra due cattolici. Le principali differenze sono tre:

  • Il matrimonio non avviene all'interno della messa (per rispetto alla parte non cattolica), a meno che gli sposi non chiedano esplicitamente il contrario. Anche in quest'ultimo caso, il parroco può comunque imporre che il rito matrimoniale e la messa vengano separati in modo netto.
  • La parte non cattolica non riceve l'eucarestia (non mangia l'ostia, per gli infedeli come me) e non riceve il sacramento (che ovviamente, per i non cattolici, non avrebbe comunque alcun valore). Da questo punto di vista, per la parte cattolica non cambia nulla (riceve normalmente l'eucarestia e il sacramento).
  • Le formule pronunciate dalla parte non cattolica sono state modificate e non contengono riferimenti a personaggi biblici (dio, cristo, madonna), preghiere, benedizioni, ecc.

La cerimonia mista è quindi più breve (secondo il parroco che lo celebrerà, il nostro matrimonio dovrebbe durare circa mezz'ora) di quella canonica ed è composta dalle seguenti parti (in ordine dall'inizio alla fine):

  1. Il sacerdote accoglie sposi, testimoni e invitati e tutti prendono posto in chiesa.
  2. Il sacerdote pronuncia una formula di accoglienza.
  3. Vengono letti due brani della bibbia: il primo è tratto dall'antico testamento e viene letto generalmente da un invitato di fede cattolica, il secondo è tratto dal vangelo e viene letto dal sacerdote.
  4. Il sacerdote tiene la sua omelia.
  5. Il sacerdote interroga gli sposi con tre formule standard:
    • Siete venuti a celebrare il matrimonio senza alcuna costrizione, in piena libertà e consapevoli della vostra decisione?
    • Siete disposti, seguendo la via del matrimonio, ad amarvi e a onorarvi l'un l'altro per tutta la vita?
    • Siete disposti ad accogliere con amore i figli che dio vorrà donarvi e a educarli secondo la legge di cristo e della sua chiesa?
  6. Gli sposi recitano la formula del consenso al matrimonio (a seconda delle scelte del sacerdote, possono leggere l'intera formula o rispondere si dopo che il sacerdote stesso l'ha pronunciata sotto forma di domanda).
  7. Il sacerdote pronuncia la formula dell'accoglienza del consenso.
  8. Il sacerdote benedice gli anelli, che poi vengono scambiati dagli sposi.
  9. Il sacerdote benedice la coppia.
  10. Il sacerdote e i presenti di fede cattolica continuano pronunciando alcune preghiere.
  11. Il sacerdote legge gli articoli del codice civile concernenti i diritti e i doveri dei coniugi.
  12. Il sacerdote benedice tutti i presenti (collettivamente, non uno per uno).
  13. Il sacerdote e i presenti di fede cattolica cantano un inno di chiesa.
  14. Dopo la lettura dell'atto di matrimonio, questo viene firmato da sposi, testimoni e sacerdote.

Importante:

La risposta negativa ad una qualsiasi fra le formule di cui al punto 3 comporterebbe la nullità del matrimonio, così come la risposta affermativa in cattiva fede. Quindi, se una coppia ha deciso di non battezzare i figli o di non educarli secondo la fede cattolica, deve fare molta attenzione a non dirlo mai in presenza del sacerdote. Almeno non prima, durante ed entro i primi mesi successivi al matrimonio.

15feb/100

Documenti per il matrimonio misto

Quando la mia fidanzata mi ha parlato per la prima volta della possibilità di sposarci in chiesa anche se sono (e resterò) ateo e non battezzato, ho cercato un po' di informazioni su internet. Così ho scoperto che le informazioni in merito sono generalmente confuse e sparse su molti siti diversi. Ho quindi intenzione di pubblicare nella categoria "matrimonio" (tag "matrimonio misto") una serie di post più o meno organizzati su questa tematica.

Visto che abbiamo cominciato da poco a fare tutti i documenti necessari, partirò da qui. Infatti la procedura, pur non essendo particolarmente complessa, è piuttosto lunga.

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Innanzitutto ribadisco che questo tipo di cerimonia è accessibile soltanto per coloro che non sono mai stati battezzati o che, avendo abbandonato il cristianesimo, non hanno richiesto lo "sbattezzo". Chi ha espresso la volontà di non essere più considerato cattolico, richiedendo l'annotazione della propria volontà nel registro dei battesimi della sua parrocchia (sbattezzo), non vi può accedere in quanto la chiesa cattolica considera il battesimo incancellabile e vige un esplicito divieto papale a sposare in chiesa chi ha richiesto lo sbattezzo.

Dal momento che il matrimonio in chiesa fra una parte cattolica e una parte catecumena o non cattolica (matrimonio misto) ha un valore sia civile, sia religioso, i documenti richiesti riflettono questi due aspetti. Alcuni documenti devono essere richiesti dai fidanzati, altri vengono prodotti dal parroco al quale i fidanzati fanno riferimento per le pratiche matrimoniali.

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Documenti che devono essere richiesti dai fidanzati e consegnati al parroco che si occupa delle loro pratiche matrimoniali:

  • Certificato di stato libero (rilasciato dall'ufficio anagrafico del comune di residenza).
  • Dichiarazione testimoniale di stato libero (rilasciato dalla parrocchia pertinente per la zona in cui si è nati, solo se uno o entrambi i fidanzati hanno vissuto in una città diversa da quella di residenza dopo aver compiuto 16 anni).
  • Certificato di battesimo e cresima (rilasciato dalla parrocchia in cui sono avvenute le cerimonie, ovviamente solo per la parte cattolica).
  • Attestato di partecipazione ad un corso prematrimoniale (rilasciato alla coppia dal parroco/frate che ha organizzato il corso).

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Documenti prodotti dal parroco che si occupa delle pratiche matrimoniali (quelli che seguono, per la maggior parte, non sono termini tecnici, ma descrizioni fatte con parole mie):

  1. Questionario compilato dal parroco, intervistando separatamente i due fidanzati per verificare che hanno deciso spontaneamente di sposarsi in chiesa, che sono in linea con le idee della chiesa cattolica sul matrimonio e sui figli, che non ci sono impedimenti al matrimonio cattolico e a quello civile.
  2. Istanza alla curia per autorizzare il matrimonio fra una parte cattolica e una non cattolica.

Il documento 1 consiste in una lunga serie di domande (può richiedere anche mezz'ora) volte a verificare che entrambi i fidanzati hanno deciso di loro spontanea volontà di sposarsi in chiesa, che non hanno intenzione di tradirsi o divorziare, che accettano di diventare genitori e che accettano di educare i figli secondo "gli insegnamenti della chiesa cattolica".

Le ultime domande riguardano gli impedimenti al matrimonio civile e a quello cattolico, quindi il parroco dovrà annotare che uno dei due fidanzati non è battezzato. Si tratta di un impedimento temporaneo, che decadrà grazie alla dispensa concessa dalla curia in risposta al documento 2.

Da un punto di vista ateo o agnostico, l'unico vero problema può essere costituito dalle domande sull'educazione dei figli. In ogni caso, se il problema è già stato affrontato all'interno della coppia prendendo la decisione di non educarli secondo canoni cattolici, la parte non cattolica non dovrebbe avere particolari problemi a mentire al parroco. Infatti questo documento non ha alcun valore legale e non può essere utilizzato per obbligare un genitore a dare una particolare educazione ai propri figli.

Il documento 2 contiene due dichiarazioni. La parte cattolica dichiara di non voler abbandonare la sua fede e si impegna a fare il possibile affinché eventuali figli vengano battezzati ed educati secondo la religione cattolica. La parte non cattolica, invece, afferma di essere a conoscenza dell'impegno preso dal fidanzato / dalla fidanzata.

La formulazione di questo documento, per fortuna, è tale da non creare problemi nemmeno alle persone più sincere. Infatti l'impegno per la parte cattolica è solo a "fare il possibile" affinché i figli siano cattolici. Questo, in una coppia mista, può voler dire qualsiasi cosa (una possibile interpretazione è "discutere prima del matrimonio con il fidanzato ateo, accettando di non battezzarli e di educarli secondo i valori comuni condivisi dai coniugi, dando loro il buon esempio e lasciandoli liberi di scegliere al compimento del sedicesimo anno di età").

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Qualche giorno dopo aver compilato i documenti 1 e 2, il parroco potrà consegnare ai fidanzati altri due documenti:

  • Richiesta per la parrocchia di esporre le pubblicazioni di matrimonio, da consegnare al parroco che celebrerà la cerimonia (se diverso da quello che ha curato la pratica matrimoniale). Le pubblicazioni dovranno essere esposte in parrocchia almeno per 8 giorni, incluse 2 domeniche.
  • Richiesta per il comune di esporre le pubblicazioni di matrimonio, da consegnare all'ufficio anagrafico del comune in cui viene celebrata la cerimonia. Le pubblicazioni dovranno essere esposte in comune almeno per 8 giorni, incluse 2 domeniche.

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Piccola curiosità: il parroco della chiesa in cui stiamo facendo le pratiche matrimoniali è passato a benedire le case e a consegnarci alcuni documenti legati al matrimonio proprio mentre scrivevo questo post.

1feb/100

Giornata dedicata al clero

Non si tratta di una nuova ricorrenza stabilita dall'ONU, ma di una descrizione della mia giornata: mattina da un prete, pomeriggio con un frate. Il che, per un ateo convinto, è abbastanza inusuale.

Il giudizio, tuttavia, è positivo - e questo forse è ancora più strano. Ovviamente con i dovuti distinguo.

Dal prete siamo andati per organizzare i dettagli del nostro matrimonio: data e forma del rito misto (dal momento che io non sono battezzato, mentre Sara - la mia fidanzata - è una catechista). Parlando del rito ho tirato un bel sospiro di sollievo, visto che ho scoperto che non contiene una messa, ma di questo parlerò in un altro post più specifico. A parte questo, mi sono tolto una curiosità è ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete.

A dicembre, infatti, parlando con un altro prete per organizzare i documenti necessari per sposarci (la risposta è si: il mio matrimonio conta più preti/frati che sposi), mi è stato chiesto se non ero stato battezzato alla nascita o avevo chiesto lo sbattezzo. Altra novità: non mi aspettavo che un prete fosse così informato circa lo sbattezzo. Comunque stamattina ho chiesto se ci fossero differenze fra questi due casi e ho scoperto l'acqua calda: per la chiesa cattolica l'apostasia è più grave della semplice miscredenza.

Perché dico che ho scoperto una lacuna fra le conoscenze del prete? Beh, perché ad esempio era convinto che lo scopo dello sbattezzo (meglio noto fra i soci UAAR come campagna di bonifica statistica) fosse l'annullamento religioso di un sacramento. Se lo richiede un ateo, è ovvio che dell'aspetto religioso non gli importa un fico, no? L'unico scopo della richiesta di non essere più considerati cattolici è, appunto, quello di non andare a ingrossare le fila dei cattolici nelle statistiche relative all'Italia. Inoltre ignorava l'esistenza di un'associazione di atei (UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) e attribuiva la moda dello sbattezzo alla massoneria (?!?). Sviste che capitano, o no?

Con il frate abbiamo passato un paio d'ore al pomeriggio, durante il corso prematrimoniale. E adesso è venuto il momento, per chi mi conosce da anni, di prepararsi a sentire un'affermazione sconvolgente: trovo che questo frate sia intelligente e simpatico.

La risposta è no: non ho la minima intenzione di convertirmi ad una qualsivoglia religione, però (come dicono in MASH) fair is fair, e questo frate se lo merita.

Il pomeriggio avrebbe potuto essere segnato dalla noia o dal disagio, visto che l'argomento era la fede in Gesù Cristo, eppure non è stato così. E non mi riferisco solo al fatto che il discorso tende sempre a svicolare sui piccoli e grandi problemi della vita di coppia dei partecipanti, trasformandosi in genere in una riunione di auto aiuto a gruppi (modello Alcolisti Anonimi, per intenderci).

Da un punto di vista caratteriale, Fr.A. è sempre pronto a scherzare anche in mezzo ai discorsi più seri, il che naturalmente fa piacere. A parte questo, però, dimostra una conoscenza abbastanza approfondita e scevra da preconcetti di quello che sono le concezioni, la filosofia di vita e i valori di un ateo. Finora è sempre riuscito a pormi domande interessanti e pertinenti e, nelle discussioni che ne sono nate, ha mostrato di comprendere perfettamente il mio punto di vista e di accettarlo (pur non condividendolo, naturalmente).

Questo non cambia affatto il mio giudizio estremamente negativo nei confronti del papa, dei cardinali e dei vescovi (giudizio basato sulle loro affermazioni che si sentono fin troppo spesso sui media italiani e sulle loro pesanti responsabilità in tragedie come l'AIDS in Africa, l'arretratezza dell'Italia e della Polonia e l'omofobia diffusa in questi e altri paesi). Però fa sempre piacere, in un ambiente ateofobico come la chiesa cattolica, scoprire qualcuno con cui si riesce a ragionare, scherzare e ridere.